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LA CARTAPESTA LECCESE

Uno dei modi per realizzare una statua in cartapesta è la fuocheggiatura: tecnica relativamente recente, appare, infatti, intorno al 1960 con il maestro cartapestaio Angelo Capoccia. “Bruciacchiare” la carta con ferri roventi riscaldati al carbone dà un effetto chiaroscuro particolarissimo in quanto rende il vestito umile e consunto, tipico del contadino. Raggiunta tale fase di lavorazione è possibile inoltre colorare la carta realizzando un effetto policromo.
La tecnica più antica e più complessa è quella gessata, in quanto i tempi di lavorazione risultano essere più lunghi. La statua è ricoperta da sottili strati di gesso, è carteggiata e poi decorata.Il risultato è di grande effetto visto che ogni particolare è curato in modo minuzioso.
Il fenomeno legato allo sviluppo della cartapesta nasce intorno al 1700 e proprio in quel periodo Lecce diventa l’area del Mezzogiorno più ricca di insediamenti religiosi. Questi due avvenimenti sono correlati perché iniziò a diffondersi una nuova forma di ritualità religiosa. Da qui la forte richiesta di statuaria legata a immagini sacre esibite durante le cerimonie processionali. La cartapesta si consolida negli anni grazie all’affermarsi di noti “maestri cartapestai” che hanno saputo valorizzare materiali così poveri come carta, legno, spago e amido in modo tale da fare diventare questa lavorazione un’arte.

 

 

 

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